In un momento storico come quello attuale la professione dell’infermiere, che ha visto anni di carenze di risorse umane e quindi sovrabbondanza di offerta a livello lavorativo, impone quasi per obbligo ai neolaureati la direzione della libera professione per iniziare a ricevere quell’esperienza che tanto viene richiesta negli annunci di lavoro.

Complice di questa situazione sono i concorsi ospedalieri, in strutture pubbliche, che ormai da anni vedono un triste periodo si stagnazione affiancato da un malcontento generale del personale che invece lavora in struttura a causa di orari sempre più pesanti, straordinari non retribuiti e ferie sempre più tirate.

Purtroppo la formazione universitaria verte per lo più sulla parte teorica e pratica della professione senza però accennare nulla sui possibili sbocchi che vengono offerti una volta laureati ovvero lavoro dipendente e libero professionale.

Personalmente credo che guardare alla libera professione come ripiego in attesa di un lavoro da dipendente sia estremamente riduttivo, controproducente e a volte rischioso in termini economici.

L’infermiere libero professionista deve essere visto come un “artista”, un imprenditore del settore sanitario che oltre alle capacità tecnico professionale possiede uno spiccato senso degli affari che lo aiutano a “procacciare” il lavoro o addirittura a creare nuovi modi di fare business grazie anche alla rivoluzione digitale che stiamo attraversando.

Dobbiamo uscire dagli schemi che confinano gli infermieri in ospedale altrimenti non ci potrà mai essere quella crescita professionale che da anni andiamo cercando.

Personalmente ritengo demotivante e irrispettoso concorrere per un posto in ospedale pubblico quando al concorso si presentano 3000 candidati.

Esci dagli schemi, pensa in grande, non ti accontentare…Vedrai che le idee inizieranno ad invadere la Tua mente e cosi potrai sentirTi realizzato. Contattaci compilando il modulo che trovi qui sotto ti risponderemo in brevissimo tempo.

Dott. Inf. Daniele Romani